Contrabbandavano sigarette ma avevano il reddito di cittadinanza

di Giancarlo Grassi #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #pentaleghismo

 

Ricorderete quando Luigino Di Maio, già del Lavoro senza sapere il perché ed ora agli Esteri sapendone ancora meno, vendeva il reddito di cittadinanza come una specie di patente sull’onestà del percettore? Mai uomo fu più sbugiardato dai fatti. Oltre che dall’Ilva.

Nel casertano, ad esempio, dieci probi, coherenti et honesti cittadini percettori di reddito di cittadinanza, con patente quindi di (perlomeno) certa honestate, sono stati pizzicati mentre si dedicavano, percependo, al distintivo mestiere di contrabbandieri di sigarette. Perché la fame va combattuta in qualche modo, soprattutto quando è la propria.

I due signori contrabbandieri si sommano ad altri probi coherenti et honesti cittadini percettori di reddito di cittadinanza come uno spacciatore con la Porsche, una ex brigatista, un rapinatore. E i famosi dieci contrabbandieri? Tutti percepiscono, o percepivano il reddito di cittadinanza: la misura-bandiera foriera di sicura patente di onestà, voluta con tutte le sue forze dal M5S di Luigi Di Maio, lo stesso che con un governo – quello con Salvini che voleva portare diecimila sacchi della spazzatura ai tifosi del Napoli e ora mendica voti a Napoli – ha fatto l’accordo con l’Ilva e lo ha disatteso col governo successivo. Tutto una coerenza insomma.

Per la cronaca, i dieci percettori, più uno che invece non percepiva, contrabbandava e basta, sono stati pizzicati e poi incastrati dalla Guardia di Finanza di Capua (Caserta) nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli:  undici le misure cautelari; un’ordinanza in carcere, tre divieti di dimora e sette obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il trionfo dell’onestà. Anche senza patente.

 

 

(6 novembre 2019)

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